Geografia 2 |
Tabelle
e grafici
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Obiettivi
Saper leggere e interpretare tabelle e grafici; saper costruire tabelle e grafici
Introduzione
Uno dei problemi che i geografi devono affrontare è la scelta e l’utilizzo
di un linguaggio specifico e al tempo stesso facilmente comprensibile. Nel
passato essi si basavano esclusivamente sul linguaggio letterario, fornendo
descrizioni più o meno fantastiche che richiedevano un grande sforzo
di immaginazione da parte del lettore.
Oggi i geografi ricorrono sempre più spesso all’uso del linguaggio
matematico, più adatto alle descrizioni quantitative, attraverso l’utilizzo
di grafici e tabelle che consentono di rappresentare un fenomeno in modo schematico,
globale e percepibile nel suo complesso e nei singoli.
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Tabella:
come puoi vedere da questo esempio il criterio di ordinamento di
questa tabella è la portata di acqua dei fiumi (mc/s). Puoi
rifare la tabella usando come criterio la lunghezza dei fiumi espressa
in Km.
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Le tabelle: consentono di ordinare i dati raccolti in modo da renderli facilmente consultabili mettendo in relazione due o più elementi; ad esempio un tipo di tabella che tutti abbiamo utilizzato qualche volta è quella dell’orario dei treni che mette in relazione i luoghi di partenza, di fermata e di arrivo con i rispettivi orari. Le tabelle hanno il pregio di essere facilmente consultabili per quanto riguarda il contenuto delle singole informazioni, ma non offrono la possibilità di visualizzare una situazione nel suo complesso.
Per
questo motivo i geografi (ma non solo) fanno uso di diverse rappresentazioni
grafiche o grafici che hanno il pregio di rappresentare in modo sintetico
e complessivo un fenomeno e nello stesso tempo consentono l’analisi
dei singoli dati quantitativi, infatti il grafico ci consente una percezione
globale dei dati perché li rappresenta e li mette a confronto
in modo diretto.
Per leggere un grafico bisogna però sapere bene che cosa rappresenta
(il fenomeno) e qual è il tipo di rappresentazione utilizzata.
Vi sono diversi tipi di rappresentazione grafica, vediamo quelle più comunemente
utilizzate e che troveremo spesso sul nostro Atlante geografico, ma anche sui
giornali o nello studio di altre discipline:
I diagrammi cartesiani: sono adatti soprattutto a descrivere
la variazione di una grandezza nel tempo; sono grafici costruiti in un
sistema di assi cartesiani, cioè da due rette
perpendicolari il cui punto di incontro è chiamato origine;
la retta orizzontale è detta
asse delle ascisse, la retta verticale asse delle ordinate.
Accanto a ciascun asse devono essere indicate la grandezza misurata e
l’unità di
misura utilizzata (ad esempi se voglio rappresentare la grandezza
tempo devo indicare anche se la misuro in minuti, giorni, anni, secoli;
se
voglio rappresentare la grandezza peso devo indicare se la misuro in
grammi, kilogrammi …). Unendo i punti di incontro tra i valori
dell’ascissa e i corrispondenti dell’ordinata ottengo una
linea spezzata che mi dà l’immediata percezione dell’andamento
del fenomeno studiato (aumento, diminuzione, stabilità) e mi consente
di individuare il valore massimo e quello minimo. Utilizzando colori
o tratteggi diversi per le linee spezzate, oppure utilizzando un diagramma
doppia entrata ( cioè con due assi delle ordinate) posso rappresentare
fenomeni diversi relativamente allo stesso periodo di tempo; ad esempio
i grafici termopluviometrici rappresentano le variazioni di temperatura
e piovosità di una data località nel corso dell’anno.
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Diagramma
semplice: in questo diagramma i dati messi in
relazione sono il prezzo del cacao e gli anni dal 1960 al 1985
pertanto possiamo dire che questo grafico ci consente sia di
sapere il prezzo del cacao in un singolo anno sia di cogliere
le sue variazioni in un determinato periodo.
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Diagramma
semplice: questo diagramma rappresenta la produzione
di carbone nella Rhur da 1830 al 1990.
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Diagramma
complesso: questo diagramma rappresenta l’andamento
della popolazione di alcune grandi città italiane dal
1861 al 1986; come puoi osservare sono state utlizzate linee
di diverso colore per ciascuna città, ciò ti
consente di fare facilmente dei confronti significativi.
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Gli istogrammi: sono grafici in cui le grandezze che descrivono dei fenomeni sono rapppresentate da figure geometriche, in genere rettangoli o parallelogrammi la cui altezza o area o volume è proporzionale al fenomeno che rappresenta; talvolta questi grafici vengono ruotati di 90° in modo che le figure geometriche siano poste orizzontalmente.
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Questo istogramma rappresenta
la crescita % della popolazione di alcune grandi città del
cosiddetto terzo mondo; le barre di diverso coloro permettono di
confrontare la crescita della popolazione della città vera
e propria con la crescita della popolazione della baraccopoli (si
definiscono baraccopoli grandi agglomerati di abitazioni di fortuna,
sorte alla periferie delle grandi città, in genere prive
di fognature, servizi igienici, corrente elettrica dove vivono
milioni di persone in condizioni di precarietà e povertà).
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Grafico
misto (diagrammi e istogramma). Le curve termopluviometriche
permettono di rappresentare l’andamento di tre fenomeni
(temperatura in oC, umidità in %, precipitazioni in
mm) in un determinato luogo nel corso dell’anno. Dalla
loro osservazione possiamo fare significative deduzioni sul
clima della località in questione.
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Le
piramidi della popolazione: sono degli istogrammi particolari che
permettono di rappresentare la popolazione di uno stato in un dato
momento (anno) suddivisa per fasce di età: le piramidi sono
uno strumento di rappresentazione molto importante per lo studio
demografico della popolazione perché consentono non solo
di sapere come è anagraficamente composta la popolazione
in quel momento, ma anche di fare delle attendibili previsioni
sul futuro. Consentono inoltre di fare dei confronti tra stati
diversi, tra la popolazione di oggi e quella di ieri. Nell’esempio
i diversi colori ti permettono di fare un confronto tra la popolazione
dei paesi poveri e quella dei paesi ricchi; ne vengono fuori delle
interessanti osservazioni.
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Gli
ideogrammi: rappresentano l’entità di una grandezza
con un simbolo che richiama alla mente l’idea di ciò che
si intende rappresentare, ad esempio la popolazione di un territorio
può essere rappresentata attraverso l’uso di figure stilizzate
di uomini e donne; ogni simbolo rappresenta una quantità ad
esempio ogni figura stilizzata rappresenta 100.000 abitanti; talvolta
i simboli hanno dimensione fissa e varia il numero, in altri casi varia
la dimernsione del simbolo. In ogni caso la legenda ci fornisce la
chiave di lettura da utilizzare.
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Areogrammi
o grafici a torta si utilizzano per rappresentare
le componenti % di un fenomeno; come puoi vedere sono molto
facili da leggere e consentono una percezione immediata delle
proporzioni.
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Gli areogrammi: l’area del cerchio (o del quadrato) rappresenta la totalità del fenomeno, ossia il 100%, ogni spicchio corrisponde ad una data percentuale; sono anche comunemente detti grafici a torta.
I cartogrammi: si usano per raffigurare la distribuzione di un fenomeno su un territorio, infatti la base del cartogramma è una carta geografica sulla quale vengono visualizzati con opportuni simboli gli elementi che si intendono rappresentare, ad esempio i minerali, le industrie, i prodotti agricoli e così via.
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Il cartogramma unisce
le informazioni di una carta geografica a quelle di un grafico;
nell’esempio che hai di fronte puoi ricavare informazioni
sia sulla dislocazione geografica delle imprese sia sul loro numero
infatti il cerchio più o meno grande rimanda ad un numero
più o meno elevato ed è di per sé un dato
immediatamente percepibile. Come avrai già visto i cartogrammi
sono molto utilizzati negli atlanti geografici.
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Le metacarte: in esse la superficie dei territori (in genere stati o regioni) è rappresentata proporzionalmente al dato che si vuole rappresentare.
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In
questa metacarta la superficie dei vari
stati è rappresentata in proporzione al PIL (prodotto interno
lordo = valore complessivo dei beni e dei servizi prodotti in un
anno in uno stato, in genere si esprime in $) ciò consente
una immediata visualizzazione dei dati e la possibilità di
fare confronti significativi, soprattutto se si hanno in mente
le reali proporzioni tra le superfici dei vari stati.
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