Geografia 3 |
Climi
e biomi
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Clima
Tempo e clima nel linguaggio comune sono termini che vengono spesso confusi; dal punto di vista scientifico essi sono invece ben distinti.
Il tempo meteorologico è la risultante di molti fattori quali temperatura, umidità, pressione, riferita ad un’area definita e limitata e ad un momento specifico.
Il clima invece si definisce soprattutto sulla base di elementi costanti che tendono a ripetersi stagionalmente; si riferisce ad ambienti anche molto vasti. Esso dipende da elementi e fattori climatici.
Sono elementi climatici: la temperatura, l’umidità, la pressione, l’intensità e la durata della radiazione solare, le precipitazioni; gli elementi climatici sono dunque dei fenomeni fisici misurabili e tale misurazione viene fatta dalle stazioni meteorologiche.
Sono fattori climatici: la latitudine, l’altitudine, la distanza dal mare, la circolazione atmosferica e altri quali la presenza di vegetazione, le correnti marine e non ultimo gli effetti dell’azione umana.
Elementi e fattori combinati insieme determinano i vari tipi di clima presenti sulla Terra. La classificazione più semplice dei climi è quella in cui le zone climatiche sono disposte in fasce orizzontali dall’Equatore ai poli:
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Climi |
Caratteristiche |
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Si trovano a cavallo dell’equatore all’incirca tra il 10° parallelo nord e sud; c’è una sola stagione e anche la durata del giorno e della notte rimane costante; la temperatura oscilla tra i 28 e i 35 gradi; piove quasi ogni giorno, in genere nel pomeriggio, in media le precipitazioni raggiungono i 34.000 mm all’anno e c’è molta umidità. La vegetazione caratteristica di questi climi è la foresta pluviale (dalla parola latina pluvia che vuol dire pioggia) o equatoriale |
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Si trovano tra il 10 e il 35 parallelo nord e sud; sono contassegnati da due stagioni, una invernale, molto secca e meno calda e una estiva molto calda ma più piovosa. Le piogge diminuiscono man mano che ci si allontana dall’equatore sia verso nord che verso sud e ad un certo punto spariscono quasi totalmente. La vegatazione passa dalla savana al deserto, qui la temperatura diurna può toccare anche i 50 gradi, ma di notte scende rapidamente e può anche arrivare allo zero |
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· mediterraneo · continentale · oceanico |
Si trovano oltre il 35 parallelo nord e sud; si alternano quattro stagioni con diversa durata del tempo giorno-notte, con temperature che vanno dal caldo estivo al freddo invernale e precipitazioni soprattutto nell’autunno-inverno. La vicinanza o lontananza dal mare determina delle notevoli diversità di clima per cui si parla di clima mediterraneo, più temperato e mite, e di clima continentale, più rigido in inverno con abbondanti precipitazioni nevose e caldo in estate con scarse precipitazioni. Lungo le coste oceaniche in genere l’estate è meno calda e le precipitazioni sono più abbondanti. |
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Si trovano a nord del 60 parallelo; si alternano due stagioni, una breve estiva in cui la temperatura supera lo zero e raggiunge circa i 10 gradi e una lunga invernale molto fredda man mano che si sale verso nord. Oltre il circolo polare artico (66° 23’) vi è il fenomeno della notte polare in inverno e del sole di mezzanotte in estate. Nell’emisfero australe oltre il 60 parallelo troviamo solo l’Antartide, un continente disabitato perennemente ricoperto di ghiacci. |
Biomi
A seconda del clima sulla superficie terrestre troviamo ambienti
naturali diversi caratterizzati da tipi di vegetazione prevalente
(flora)
e da una certa fauna. Tali ambienti si definiscono biomi o regioni naturali.
Come è facile capire climi e biomi sono strettamente correlati tra di
loro. I biomi sono regioni ecologiche, grandi ambienti in cui l’aspetto del
paesaggio si mantiene uniforme, caratterizzate da determinate associazioni
vegetali alle quali si accompagnano determinate associazioni animali. Confrontando
la distribuzione mondiale dei biomi con quella dei climi, si può osservare
che i principali limiti coincidono, ciò significa che i biomi sono ottimi
indicatori climatici.Sono le precipitazioni a determinare se una certa zona è destinata
ad essere un deserto, una prateria o una foresta. Esistono però diversi
tipi di deserti come esistono diversi tipi di praterie e di foreste: il tipo
specifico di deserto, prateria o foresta dipende principalmente dalla temperatura
e dalla natura del suolo.
Semplificando possiamo individuare sulla superficie terrestre i seguenti biomi:
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Biomi |
caratteristiche |
| Un
deserto è un’area
nella quale l’evaporazione supera le precipitazioni di quantità media
inferiore a 250 mm/anno. Vi si registrano ampie escursioni termiche
con temperature diurne che possono raggiungere i 50 °C e temperature
notturne che possono scendere a -20 °C. La vegetazione è assente
o scarsa e di tipo basso come arbusti e erbe. La scarsità di
precipitazioni è la caratteristica comune a tutti i tipi di
deserti; in base alle temperature medie possiamo distinguere tre tipi:
tropicali, temperati e freddi. |
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| La foresta monsonica si trova nel Brasile meridionale, nell’Australia settentrionale, in India e in alcune zone dell’Asia meridionale, regioni caratterizzate da una stagione secca accentuata e da una altrettanto accentuata stagione delle piogge. Gli alberi sono piccoli, abbastanza distanziati e hanno radici profonde. La maggior parte di essi perde le foglie nella stagione asciutta. La fauna comprende sia specie della foresta equatoriale che specie della savana. |
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| Le
foreste tropicali (o equatoriali) si trovano
vicino all’Equatore, dove l’aria è calda e umida; le oscillazioni
termiche sono minime e piove quasi in continuazione. La vegetazione è lussureggiante
rappresentata da piante sempreverdi, a foglia larga (latifoglie), con
radici poco penetranti e superficiali. I rami degli alberi sono spesso
ricoperti da muschi, orchidee e altre piante epifite. La fauna è rappresentata
da animali arboricoli, uccelli variopinti, insetti e rettili. |
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| Le praterie si trovano in regioni
dove le precipitazioni medie annue sono sufficienti a far crescere
erbe e un po’ di alberi sparsi. Le praterie con alberi sparsi prendono
il nome di savane e sono per lo più tropicali;
presentano uno strato inferiore di graminacee e uno strato superiore
di alberi ed
arbusti. La fauna è rappresentata da molti uccelli migratori
da grandi carnivori e mammiferi erbivori. La foresta a galleria è una
stretta striscia di bosco e cresce lungo le rive dei fiumi e dei laghi
della savana.
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| Molte regioni comprese fra le zone tropicali e quelle temperate presentano superfici coperte dalla macchia mediterranea che viene chiamata chaparral in California, mattoral nel Cile centrale, fynbos in Sudafrica, e mallee in Australia meridionale. In queste regioni le estati sono secche e gli inverni piovosi. I suoli sono poveri di nutrimento e consentono lo sviluppo di arbusti sempreverdi e alberi di piccola taglia. Per limitare la perdita d’acqua le piante hanno foglie piccole e coriacee; esse sono in molti casi lucide e chiare in modo da riflettere i raggi del sole. Piante caratteristiche di questo ambiente sono gli agrumi, il fico, l’ulivo, l’alloro, il leccio, l’eucalipto, il pino mediterraneo, la quercia.
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| Le foreste delle zone temperate dove le variazioni annue delineano quattro stagioni sono normalmente decidue (perdono le foglie nella stagione secca). Prevalgono specie di alberi a foglie larghe come querce, noci, aceri, pioppi, faggi e castagni. Si trovano soprattutto in Europa e America settentrionale
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| Le
foreste boreali, fatte di piante conifere
sempreverdi, (taiga) si
trovano nelle regioni settentrionali.
Qui gli inverni sono lunghi e secchi, la luce solare è presente
per 6-8 ore al giorno e la temperatura varia dal fresco al molto freddo.
Le estati sono corte con temperature da moderate ad alte e vi sono
19 ore di luce al giorno.
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| La
tundra artica, posta a sud dei ghiacci
polari rappresenta la prateria polare. Le tundre sono distese
prive di alberi coperte di neve e ghiaccio e spazzate dai forti venti
gelidi per la maggior parte dell’anno. Vi crescono licheni, muschi,
erbe e piccoli cespugli. Tra gli animali la renna è la regina
di questo ambiente. |
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Lo stesso tipo di vegetazione della tundra si trova in montagna oltre il limite delle nevi permanenti. |
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| Ghiacci perenni; scarse forme di vita vegetale e animale |
Come è evidente nel corso dei secoli, ma soprattutto in questi ultimi due, l’uomo ha modificato profondamente, in alcuni casi totalmente, gli ambienti naturali soprattutto là dove vi erano condizioni favorevoli al suo insediamento e alla coltivazione del suolo; solo negli spazi più ostili all’antropizzazione sono rimasti degli ambienti naturali quasi intatti (deserti, foreste equatoriali, deserti, alta montagna, zone polari); in ogni caso gli elementi naturali hanno condizionato molto lo sviluppo umano soprattutto nel passato quando la capacità dell’uomo di modificare l’ambiente a suo vantaggio era assai più limitata di oggi.